Insufficienza Vascolare

I suggerimenti e soprattutto le Raccomandazioni di queste Linee Guida possiedono il valore aggiunto della multi professionalità intersocietaria, per cui esse acquistano più rilevanza scientifica e maggior credito e interesse per la best practice, come da tempo indicato ed auspicato dai critici e revisori in letteratura e anche di recente dalle Istituzioni socio-sanitarie nel nostro Paese

La malattia venosa si verifica quando una vena non funziona correttamente, causando un disturbo del normale flusso sanguigno. Le vene perdono progressivamente elasticità, si dilatano e si sfiancano. La pelle può apparire più sottile ed arrossata con comparsa di vene superficiali dilatate comunemente chiamate vene varicose. Di solito i sintomi clinici di pesantezza e stanchezza delle gambe regrediscono con il riposo notturno, ma con il passare del tempo diventano più persistenti e non migliorano nemmeno con il riposo. 

Questi segnali indicano un disordine della circolazione venosa caratterizzato da un difficoltoso ritorno del sangue dagli arti inferiori al cuore.

Il GOLD STANDARD del trattamento

La terapia compressiva (bendaggio in caso di ulcerazione o calze elastiche) rimane ad oggi l’unica terapia adeguata per il trattamento dell’ipertensione venosa e delle ulcere venose.

L’azione della terapia compressiva sul ritorno venoso, si attua mediante la riduzione della sezione del vaso, patologicamente dilatato, supportando la funzione valvolare, aumentando la velocità del flusso ematico. Ciò comporta anche un miglioramento dell’afflusso arterioiso a livello del microcircolo.

Se non curo l’insufficienza cosa può succedere?

Inizialmente l’ipertensione venosa rappresenta una funzione compensatoria con edema gravitazionale ed incremento della permeabilità della parete dovute al rallentamento o alla stasi del sangue. Il persistere dell’ipertensione e soprattutto dell’impermeabilità, comporta la fuoriuscita di macromolecole come il fibrinogeno. Il rallentamento o la stasi ematica i leucociti (globuli bianchi) aderiscono alla parete endoteliale, con intrappolamento nei capillari con conseguente ischemia distrettuale con rilascio di citochine e radicali liberi. 

Questo quadro comporta il rischio di ulcerazione a livello cutaneo con comparsa di una lesione che se non trattata può peggiorare ed allargarsi infettandosi, procurando più dolore e nei casi più gravi con necessità di antibiotico terapia sistemica in ospedale.

Presso il nostro ambulatorio

La prima visita viene svolta in collaborazione con l’angiologo, valutando il peso, la circonferenza dell’arto o degli arti da trattare, valutando se vi è una compromissione della circolazione arteriosa.

La valutazione clinica e la sede della lesione ulcerativa sono fondamentali per un primo inquadramento eziologico, con l’utilizzo di una diagnostica strumentale appropriata (doppler con misurazione indice caviglia/braccio) diventa indispensabile per un corretto inquadramento ed un’idonea strategia terapeutica per condurre alla guarigione dell’ulcera.

Le medicazioni ed i bendaggi verranno svolti presso l’ambulatorio di vulnologia.

Alla guarigione della lesione ed alla riduzione dell’edema si eseguirà una nuova visita con la Vascolare per prescrivere la  calza elastica di prevenzione o tutore. La persona sarà istruita sull’utilizzo della calzatura e della sua importanza e gestione della cute.

In caso possiamo proporre l’utilizzo di sistemi che possano agevolare l’inserimento della calza elastica.